Si può fare!

Brezno pod VelbomDopo le uniche abbondanti nevicate di quest’inverno, è giunto il momento di tornare al Velb per finire l’armo e decidere, una volta per tutte, se è possibile scalare questa cascata interna oppure no. Le incognite sono molte, prima di tutte la continuità del ghiaccio: si tratta di una colata unica oppure sono varie strisce separate? Dopodiché, bisogna valutare la qualità del ghiaccio, la sua stabilità, il suo spessore e, infine, la difficoltà tecnica (banalmente, il grado). Questa è la missione, dunque non resta che mettere insieme una valida squadra per portarla a compimento!

Questa volta saranno Matteo Bevilacqua, Andrea Cantone e la mitica Sara Segantin ad accompagnarmi in questa avventura! Il piano rimane lo stesso dell’altra volta: un giorno per salire al bivacco e il secondo per andare in grotta e tornare a valle in serata. La lunga scialpinistica per raggiungere il centro dell’immenso altipiano si rivela una piacevole gita al sole. Trascorriamo un’allegra serata nell’accogliente rifugetto, rifocillandoci per bene in vista del giorno dopo.

Brezno pod Velbom-2Dopo qualche imprevisto, ci prepariamo ad entrare in grotta con un certo ritardo. Scendo rapidamente sulle corde lasciate ormai un mese fa e in breve arrivo dove m’ero girato la volta scorsa. Proseguo la discesa fino ad arrivare nel pozzo vero e proprio: un ambiente ciclopico! Da questa profondità in poi la grotta si fa spettacolare: non solo la colata di ghiaccio si allarga notevolmente, ricoprendo una buona porzione della parete, ma si aggiungono vari ‘affluenti’ al ghiacciaio principale. Dopo qualche difficoltà a trovare una linea di calata sufficientemente distante dalle minacciose stalattiti azzurre, è solo questione di tempo e sono sul fondo.

Brezno pod Velbom-3

Una rapida occhiata intorno ed è ora di risalire. Nel frattempo Matteo e Andrea hanno occasione di assaggiare il ghiaccio con le loro piccozze; il giudizio è unanime: il ghiaccio è duro, molto duro, ma si fa. Rincuorati da questa notizia proseguiamo verso l’uscita; un’intermittente cascata di neve non ci rende la vita affatto facile, ma, dopo interminabili minuti di lotta con questo ‘spin drift’, finalmente siamo fuori, dove veniamo accolti da un forte vento gelido. Passati dalla padella alla brace, non resta che farci forza e cominciare l’interminabile discesa verso valle. Lottiamo contro tutte le avversità che la natura selvaggia di questa montagna sa regalarci, fino ad arrivare sfiniti alle auto, 6 ore più tardi.

Questa volta è stata dura, più del previsto, ma siamo riusciti a concludere quel che ci eravamo proposti. Per di più, le notizie sono buone: sarà una grande sfida, certo, ma i requisiti ci sono tutti. Non resta che affilare le picche e tornare a breve per portare a casa questa prima salita!

12-13/03/2016

Alberto Dal Maso (Kraft)

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