Perso e Ritrovato

E’ stato presentato ieri nella sede della XXX Ottobre a margine dell’assemblea Annuale del Gruppo Grotte, edito dal Gruppo stesso e realizzato dai soci Dario Donat e Monica Fonzari il libro “PERSO E RITROVATO” inedita e particolare raccolta di documenti appartenuti al gruppo e andati persi nel corso dei cent’anni di vita del gruppo e poi pazientemente cercati, ritrovati e catalogati negli ultimi anni . Verbali, relazioni delle uscite, manoscritti, foto, disegni e articoli di giornale. Storia di grotte, di abissi, di esplorazioni e di incidenti, dagli anni 20 delle esplorazioni e della tragedia all’abisso Bertarelli a Raspo nell’attuale Croazia ai più recenti exploit degli anni 70 in varie grotte del Friuli Venezia Giulia. Il libro quindi racconta, per immagini, non solo la storia del Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre ma anche quella di una parte importante della speleologia Triestina.

Hotiške Ponikve

Non avendo trovato in magazzino il canotto per superare indenni le acque gelide della Markov Spodmol, abbiamo optato (Teresa, Luca, Paolo Z., Paolo R. e Maurizio della SAS) per una visita all’inghiottoio di Hoticna nella vicina Slovenia, che in base alle informazioni disponibili presenta livelli significativi di acqua da almeno un paio di anni.

E’ una prima visita per tutti, nessuno infatti l’ha sperimentato in precedenza e questo senso di novità, almeno per noi, alimenta ancora di più il nostro entusiasmo. E del resto si tratta sempre di un -180m con un bel pozzo e qualche passaggio aereo sull’acqua che, sebbene non raggiunga i livelli di un tempo, dovrebbe comunque essere presente in misura sufficiente ad assicurare una doccia o mini tuffo in caso di disattenzione.

Il tempo è splendido sabato 11 gennaio quando ci troviamo a Basovizza e la temperatura non è delle più basse, tuttavia una volta arrivati all’ingresso della grotta, che si caratterizza per una ampia apertura a ridosso di una parete rocciosa posta alla fine del letto di un fiumicciatolo secco che scorre in mezzo al bosco, alcune stalagmiti di ghiaccio ci ricordano che siamo in inverno e che la zona è fredda specialmente durante la notte. Luca, come sempre, incomincia ad armare la discesa e dopo i primi due pendoli affrontiamo un traverso in una breve fessura sospesa sull’acqua: piedi in aderenza su di una parete, spalle appoggiate alla parete opposta e si procede con la speranza di non essere i primi a sperimentare la temperatura dell’acqua. Tutti passiamo indenni… almeno all’andata.

Si prosegue lungo il percorso scavato dall’acqua nel corso del tempo, su roccia levigata quasi a formare uno scivolo naturale che porta, dopo un pozzetto, a un percorso più orizzontale. Lì rinveniamo, impigliata sulla roccia, quel che rimane di un indumento leopardato che, se da una parte ci fa sorridere con il suo essere trash, dall’altro ci fa riflettere sulla quantità di rifiuti che purtroppo sono numerosi in questa parte della cavità.

Giungiamo quindi a un altro bel pozzo di circa 30m la cui discesa è abbellita da una cascatella d’acqua che bagna le nostre tute e rifresca le nostre menti e meno male che ormai l’acqua non scorre più copiosa perchè altrimenti ci saremmo bagnati fino alle ossa. Si giunge quindi alla parte finale della grotta, raggiungibile con l’ultimo saltino grazie a un pendolo di breve ampiezza sopra al laghetto finale.

Breve sosta ristoratrice sulla spiaggetta del fondo e ripartiamo per l’uscita. Si passa di nuovo per la cascatella, ribagnando le tute che nel frattempo si erano asciugate fino a giungere nuovamento al traverso nel meandro con l’acqua sul fondo: si passa tutti… tranne uno che, a causa di una imprevista perdita di aderenza, ha involontariamente saggiato la temperatura dell’acqua andandosi a riempire gli stivali del gelido liquido. Dopo qualche frase di circostanza per minimizzare il fatto di avere i piedi completamente congelati e zuppi, la salita procede tranquilla fino all’uscita dove è il buio della serata d’inverno ad accoglierci e soprattutto il freddo intenso delle notti del Carso sloveno. E infatti il cambio d’abiti avviene alla luce delle frontali e alla velocità di un trasformista considerando che la temperatura si avvicina allo zero termico.

Uscita lunga e freddina in questo week end invernale.

Paolo R.

Abisso Samar di Riky – A zonzo per il Carso Isontino

Dove potremmo andare questa domenica? È questa la domanda che è passata per la testa di chi si è ritrovato in sede venerdì 22 novembre per scambiare due chiacchiere. Abisso Samar di Riky, è stata questa la pronta risposta di Luca. 

Verificata al volo la possibilità di recuperare le chiavi presso il Gruppo Speleologico Talpe del Carso, che ringraziamo per la cortesia, un gruppetto ormai collaudato (Luca, Marco/D’Arta, Teresa, Paolo Z. e il sottoscritto) decide di visitare questa grotta dallo sviluppo praticamente verticale di circa 106 metri di profondità.

La domenica il tempo metereologico non è dei migliori (siamo nel week end successivo alla settimana di piogge che ha messo in ginocchio mezza Italia), ma ci permette di arrivare all’ingresso più o meno asciutti.

La grotta ci consente per il tratto iniziale di scendere da una via e risalire da un’altra, da armare, rendendo pertanto la visita più varia. Per questo motivo ci separiamo: D’Arta prosegue per il ramo già armato mentre gli altri scendono per quello da armare che per comodità chiamiamo la “nostra via”. Ci ritroviamo pertanto sul fondo dove ristagna un bel po’ d’acqua a testimonianza delle recenti piogge. Sosta rifocillatrice, quattro risate e si incomincia la risalita prendendo i rami rispettivamente non percorsi  all’andata. Alla domanda su come sia la via che abbiamo trovato armata, D’Arta risponde con un “nessun problema”, “bene” dico e parto di gran lena.

Ben presto ci troviamo ad affrontare un paio di pendoli, sicuramente non impegnativi per i più esperti, ma che per i più acerbi rappresentano comunque una novità dal punto di vista tecnico che comporta qualche imprecazione e una sudata in più del normale.

Ma la omessa menzione dei pendoli da affrontare è stata comunque bilanciata dall’omessa comunicazione di una cascatella di acqua fresca che ha rinfrescato la nostra via e che a giudicare dalle frasi di apprezzamento che ci sono giunte durante la risalita è stata gradita anche da D’Arta.

Ma le sorprese acquatiche non si sono limitate alla grotta perchè uno scroscio d’acqua ha benedetto la nostra uscita fino praticamente alla messa in moto della macchina quando magicamente la pioggia ha smesso di cadere.

Gita umida per il GG della AXXXO, ma alla grande… as usual.

Paolo R.

MT11

6 Ottobre 2019

Altra gita in terra slovena questa volta nel week end che ha preceduto la Barcolana. Siamo in sei a trovarci a Basovizza per il solito caffè che dà l’avvio all’uscita e, siccome non è l’amore per la comodità la principale caratteristica degli speleo, abbiamo deciso che l’ampio Defender di Luca era più che sufficiente per raggiungere la MT 11, la nostra meta.

Il facile ingresso ci ha portato in una galleria che tuttavia, percorsa nella sua interezza, è apparsa cieca. Si guarda a destra, niente, si guarda a sinistra, ancora niente. Gita già conclusa? E i sacchi che ci siamo portati per armare i due pozzi che risultano dal rilievo? Per fortuna il basso accesso che porta al proseguimento della grotta viene dopo un po’ individuato subito sotto l’ingresso, permettendoci di proseguire con l’escursione.

Belle e particolari concrezioni (vero Romina?!?) ci hanno accompagnano fino al fondo della grotta dove l’immancabile alto strato di fango mi ha risucchiato più volte gli scarponi facendomeli quasi perdere.

Queste piccole scomodità non ci hanno fatto comunque perdere l’appetito, che abbiamo soddisfatto con una merenda condivisa che comprendeva, tra l’altro, anche la macedonia di Ilaria in cui a farla da padrone è stato il mango 😳, frutto che è insolito trovare nei sacchi merenda che ci portiamo appresso 😁.

“Rapida” risalita verso l’uscita che raggiungiamo nel primo pomeriggio. Eh sì, ce la siamo presa piuttosto comoda 😬, ma come sempre all’insegna della goliardia.

Join us!

Paolo R.

Relazione attività 2019

RELAZIONE ATTIVITA’ GRUPPO GROTTE 2019

Nel corso del 2020 il Gruppo Grotte dell’Associazione CAI XXX Ottobre ha continuato e consolidato le attività impostate in questi ultimi anni. In generale, si può registrare un concreto e soddisfacente aumento dell’attività di nuovi soci entrati a far parte del gruppo negli ultimi due anni alcuni dei quali sono diventati parte attiva del gruppo stesso. L’autonomia raggiunta nella progressione ha fatto si che l’attività del gruppo ne ha tratto un sostanziale beneficio. Tali risultati sono la base e lo stimolo per il continuo miglioramento che il gruppo si propone per gli anni futuri.

Organico ed uscite operative

L’organico del gruppo ha raggiunto quota 69 di cui 44 in qualità di aggregati.

Il GGAXXXO ha organizzato e svolto rispetto alle 166 uscite speleologiche del 2018, 129 giornate di attività tra cui si segnalano la maggior parte nel Carso Triestino e nel vicino Carso Sloveno. Si segnalano in particolare 5 giornate che sono state dedicate per il posizionamento di targhe segnaletiche ad ingressi in collaborazione con la Federazione Speleologica Regionale,  6 per il recupero di dati scientifici dalla grotta A. F. Lindner, 19 per corsi di speleologia sezionali e nazionali e per i corsi della Scuola Nazionale, 22 tra battute di zona nel carso triestino e sul monte Canin e attività di scavo. Le restanti sono ascritte come uscite ludico-addestrative.

Le uscite operative hanno contribuito e continuano a cementare la coesione, il livello tecnico e l’autonomia dei soci giovani, grazie anche al contributo degli speleologi del gruppo con maggiore anzianità.

Sul Canin sloveno è stata ripetuta la traversata BC4 – Mala Boka (-1297) e, con l’occasione, è proseguita l’esplorazione di un ramo in risalita a quota -900 che era rimasta in sospeso ormai da cinque anni. Parallelamente, si continua a partecipare alle esplorazioni in altri tre abissi nel massiccio, nonostante la neve perenne abbia presentato non pochi ostacoli.

Partecipazione ad iniziative in collaborazione con Federazione Speleologica Regionale (FSR), e O.T.T.O. regionale per la speleologia

Il GGAXXXO ha preso parte a diverse manifestazioni organizzate in collaborazione con la FSR prendendo  parte alle riunioni organizzative. Un socio del GGAXXXO è stato eletto membro dell’OTTO regionale per la speleologia per il 2019 e abbiamo continuato l’attività di “targhettatura” e censimento delle cavità regionali.

Studi e collaborazioni scientifiche

Continua come da tradizione la collaborazione con il Dipartimento di Geologia per la rilevazione dell’altezza delle piene idriche nel pozzo laterale della grotta “A. F. Lindner”.

I dati raccolti da entrambi gli studi scientifici supportati dal GGAXXXO contribuiranno a caratterizzare in modo più approfondito l’ambiente ipogeo. Allo stesso modo è continuata l’attività biospelelogica alla grotta Germoni dove si è monitorata la presenza dei Niphargus .

Grotte tutelate:

Molto impegnativa è risultata l’attività nella grotta Antonio Federico Lindner e nella grotta Germoni. La prima , completamente attrezzata per la discesa è stata meta di visite da parte di gruppi non solo Italiani ma anche Speleo ungheresi, cecoslovacchi e tedeschi. 15 gruppi hanno visitato le cavità per corsi, attività fotografica o anche solo per speleo turismo per un totale di circa 200 speleologi.

Attività divulgative

Anche nel 2020 il GGAXXXO ha organizzato una mostra fotografica incentrata sulle bellezze del sottosuolo della provincia di Trieste. Come ogni anno continua l’attività di supporto al turismo sotterraneo nelle scuole mediante l’accompagnamento con visite guidate in cavità de Carso Triestino e in alcune zone del Carso . Permangono il mantenimento e l’opera di catalogazione di nuovi volumi e riviste della biblioteca del GGAXXXO.

Quest’anno si segnalano due collaborazioni con la RAI. Due nostri soci hanno partecipato alla trasmissione alle falde del Kilimangiaro su RAI 3 mentre due giornate sono state dedicate per accompagnare il giornalista Franco di Mare in alcune grotte della provincia di Trieste durante le quali sono state girate delle riprese poi inserite nel documentario sulle foibe andato in onda durante il programma uno mattina su RAI 1. Da segnalare anche la partecipazione al raduno speleologico di Lettomanopello a Novembre. Inoltra attiva e stata la partecipazione al Congresso organizzato sul Pian del Cansiglio per i 50 anni della scoperta ed esplorazione del Bus della genziana avvenuta grazie alla fattiva collaborazione tra gli speleologi del nostro sodalizio e quelli del gruppo speleo di Vittorio Veneto.

Attività di scavo ed esplorazione

Il gruppo scavi del GGAXXXO ha effettuato diverse uscite. 22 giornate sono stati effettuate per lavori di scavo e disostruzione presso una nuova cavita in zona Borgo Grotta dove, con difficili distruzioni, si è raggiunta una ennesima strettoia dove la certa continuazione fa presupporre un pozzo di una decina di metri. Inoltre sono state dedicate alcune giornate per delle battute di zona che hanno portato alla segnalazione di alcuni piccoli “buchi” che saranno approfondite nel corso del 2020 . Alcuni nostri soci hanno effettuato con successo l’esplorazione ed il rilievo di nuove prosecuzioni di cavità già note, sia nel massiccio del Canin che nel carso sloveno nelle zone limitrofe a Trieste.)

Tra le attività della scuola “C. Prez” sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia spiccano il consueto Corso di Introduzione cui hanno preso parte con successo 8 allievi tutti entrati poi a far parte dell’organico del gruppo. Attività didattica prettamente svolta in contatto con la SNS è stata  la partecipazione ad un corso di archeologia e paleontologia per speleologi a Polcenigo, al corso di comunicazione e didattica a Varese, e al congresso per i titolati del Cai svolto all’Aquila. Inoltre il corpo docente della SNS ha preso parte alle iniziative assembleari della SNS stessa svoltosi all’Aquila.

Il capogruppo Paolo Slama

Novokrajska jama

La Slovenia, un groviera di grotte per tutti i gusti. Così, in un’umida e fosca domenica di dicembre, ti salta il ticchio di sceglierne una e farti un giretto esplorativo. Facile no? Beh, no se il rilievo è introvabile. Certo, ci sono lunghezza e profondità, riesci addirittura a procurarti le coordinate di ingresso!  Ma tutto il resto? Porti 30, 40, 200 metri di corda? Ci saranno pozzi? E laghi sotterranei? La muta? O meglio il canotto? 

Se ti è successo di trovarti in una situazione simile, continua a leggere, perché noi abbiamo tutte le…no, semplicemente scoprirai di non essere solo nella tua cavernosa ignoranza. Io e Sara infatti, domenica scorsa abbiamo scelto di visitare l’inghiottitoio di Novokračine, ben decisi di fare anche di questa breve uscita una piccola ‘esplorazione’ personale. Di questa grotta conoscevamo solamente i dati reperibili sul catasto sloveno, ossia sviluppo (1297 m), profondità (188 m) e posizione dell’ingresso (WGS 84: N 45.49109, E 14.30155), oltre a poche informazioni contrastanti sulla sua morfologia. Le famose domande sopraccitate (Serviranno corde? E le mute in neoprene? Che attrezzatura portiamo?) non trovano risposta se non, ovviamente, al ritorno della gita.

L’ingresso della Novokrajska jama è uno spettacolo alquanto raro. Una galleria di roccia levigata e scolpita entra alla base di una parete calcarea. Si inizia a percorrerla e, giusto il tempo di abituarsi un po’ al buio, ed ecco che si scorge di nuovo la luce del giorno. La galleria infatti intercetta due grandi doline di crollo prima di proseguire – sempre più ampia e maestosa – nel suo viaggio sotterraneo.

La progressione è estremamente facile, praticamente come camminare lungo un qualsiasi torrente all’aria aperta – senza neppure i rovi spinosi e le fittissime frasche che all’esterno non mancherebbero di certo. L’unico punto in cui una corda fa comodo è un saltino di 2 metri vicino all’ingresso. Non occorre nemmeno l’imbrago – per fortuna, perché non l’abbiamo portato – e con un paio di asole ci caliamo a mo’ di scaletta.

La muta in neoprene non è strettamente indispensabile, anche se agevola il superamento di alcune pozze e, data l’acqua gelida dell’autunno ormai avanzato, diventa altamente raccomandata. Il canotto può essere una valida alternativa, ma non regge le risate di qualche tuffo corroborante nelle pozze cristalline. Forse, i più freddolosi dovrebbero riuscire ad aggirarle tutte un po’ arrampicando, un po’ armando dei traversi in corda (soluzione non verificata, con ovvio rischio di tuffo non desiderato).

La grotta si sviluppa su un unico ramo e gli ambienti sono sempre grandi e puliti, almeno finché si rimane vicino a dove scorre l’acqua. Camminiamo lungo la galleria principale per circa un chilometro, fino a raggiungere un piccolo sifone. Giunti qui, ammiriamo con disgustata meraviglia alcune specie aliene ormai molto comuni: Polietilene, Polipropilene, persino il Polistirene Espanso, conosciuto anche come Polistirolo. L’osservatore più attento potrà avvistare altri esemplari nascosti dietro i massi in altri punti della grotta.

Il sifone e i suoi abitanti

È triste vedere come delle simili meraviglie naturali si stiano trasformando in discariche. Noi abbiamo portato fuori un sacco speleo pieno di plasticame. Sarà pur poco, ma se ognuno facesse così, forse, prima o poi… 😉

Il giorno della nostra gita (1/12/19) il livello del fiume più vicino tra quelli monitorati, ossia il Reka/Timavo nella postazione di Trpčane, è di 105 cm, portata = 0.531 m3/s, temperatura dell’acqua = 7.9°C. In caso di piena ci sono alcuni punti in cui l’acqua può arrivare al soffitto, ma ce ne vuole parecchia… non ci sono passaggi particolarmente stretti o sifoni semi-allagati. Per quanto sia buona pratica avventurarsi negli inghiottitoi attivi solamente con tempo asciutto, in questa grotta due gocce di pioggia – e anche qualcuna in più – non dovrebbero causare particolari problemi.


Alberto Dal Maso (Kraft)

Corso di Archeologia per speleologi a Polcenigo

Si è concluso positivamente il Corso Nazionale di Archeologia per speleologi  e8effeb1-10fe-4ed1-b07f-7929e61da428organizzato dalla UNIONE SPELEOLOGICA PORDENONESE CAI sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia CAI.
Il Corso, aggiornamento per qualificati e titolati CAI, ha visto la partecipazione di 36 allievi provenienti da buona parte del territorio nazionale e per la XXX e ha toccato vari aspetti tecnici e scientifici della ricerca e dello studio su reperti del passato: le lezioni hanno sottolineato l’importanza del “non fare nulla” senza far intervenire un esperto nel momento in cui ci si imbatte su possibili reperti o perlomeno su come non inquinare il sito a una cronistoria del nostro passato con le  caratteristiche dei nostri antenati, il loro modo di vivere, le abitudini e soprattutto i sistemi che hanno i ricercatori per immaginare questi aspetti non essendoci “foto o video” del periodo. Il tutto corredato da foto, video e reperti dal vivo. (altro…)

Su Bentu

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“Allora? Facciamo un ultimo controllo prima di partire? Che tanto qualcosa ci dimentichiamo comunque.”

“Vai.”

“Roba da scalata?”

“C’è.”

“Apnea e pesca subacquea?”

“C’è.”

“Mangiare, dormire e taniche per l’acqua?”

“Sì sì, ci dovrebbero essere.”

“Vabbè, al massimo mangiamo fichi. Roba da grotta invece? L’hai presa?”

“Anche quello? Guarda che poi non ci stiamo più noi!”

“Ma Su Bentu?”

“Eh sì, Su Bentu…”

Ed è così che anche l’attrezzatura da grotta – l’essenziale, ben inteso, perché corde e compagnia non entravano proprio – partì con noi per la Sardegna. A dirla tutta, nemmeno sapevamo se saremmo riusciti ad entrare nella grotta ‘più bella del mondo’, così come ce l’avevano descritta amici e conoscenti. (altro…)

Doppia uscita settembrina

Doppia uscita settembrina per il Gruppo Grotte della AXXXO: sabato 7 alla Lindner per il periodico recupero del “batocio” e domenica 8 in visita alla Jama pod Gavgami.

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Nella Lindner

Se la Lindner è come un vecchio amico che vedi spesso (persino il sottoscritto l’ha visitata 2 volte nella sua brevissima esperienza speleologica), ma che hai sempre piacere di reincontrare, la cavità in territorio sloveno rappresenta una novità per il gruppetto (Luca, Teresa, Paolo Z., Paolo R. e Carolina) che, al motto di “presto dentro, presto fuori”, si ritrova di buon’ora per muovere alla volta di Lokev nei cui dintorni si trova la pod Gavgami.

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Jama pod Gavgami

 

 

La grotta si presenta con un largo pozzo di ingresso profondo una trentina di metri che viene rapidamente armato in doppia da Luca e Teresa. Riunitici sul fondo, procediamo alla visita dei 2 rami che, sebbene non lunghi, sono un piacere per gli occhi, considerato quante e diverse sono le concrezioni. E tanto è il fascino della grotta che il nostro fotografo, dotato per l’occasione di un potente faro portatile con cui ci ha accecato un paio di volte, ammagliato da cotanta bellezza, dopo una sosta, ha calzato il casco all’incontrario con tanto di lampada ad illuminare la schiena invece che la via di progressione.

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Jama pod Gavgami

Ammirate le maestose colonne e i segni evidenti di tumultuosi corsi d’acqua che scorrevano copiosi chissà quanti anni fa, concludiamo la nostra escursione fra le ampie caverne con un immancabile spuntino in cui si condividono il dolce e salato contenuto dei sacchi personali. In 3 ore scarse siamo nuovamente all’aria aperta.

 

Alla prossima

Paolo R.

31 agosto 1969: cinquanta anni fa moriva Cesare Prez

Cesare Prez è stato un personaggio di spicco nella storia del gruppo grotte

Cesare Prez è seduto a centro foto

1927: Cesare Prez è seduto a centro foto. il primo a sinistra è Emilio Comici

dell’Associazione XXX Ottobre di Trieste di cui è stato socio e promotore per metà della nostra centenaria storia.

Ncque a Trieste il 9 agosto del 1895 è mori sempre a Trieste il 31 agosto 1969. Secondo di sei fratelli, Giulio, Cesare, Augusto, Carlo, Federico e Pietro, ha sempre vissuto a Trieste ed è stato sposato con Elisabetta Primeri dal 1938 da cui ha avuto un figlio, Aldo, morto a pochi giorni di vita. Alla conclusione del primo conflitto mondiale a Trieste viene fondata il 24 novembre del 1918 la sezione grotte dell’Associazione XXX ottobre. Ne fanno parte Giacomo Dimini, Mario Rossi ed Emilio Comici.

Nel 1920 entrano come soci i fratelli Prez: Cesare, Augusto e Federico. (altro…)