È ben noto che il monte Kanin nasconde nelle sue viscere alcune delle cavità più interessanti mai scoperte: oltre ad una concentrazione unica di abissi profondi oltre un chilometro, vi è il pozzo interno più profondo della terra (Vrtiglavica), la seconda ‘traversata’ speleologica più profonda del mondo (Mala Boka), la grotta più fonda della Slovenia (Ceki 2) e una serie di altri record più o meno importanti. Tra questi primati, vi è uno in particolare la cui peculiarità ha destato l’interesse di noi giovani speleo-alpinisti. Il ‘Brezno pod Velbom’, per gli amici ‘Velb’, è un abisso che si apre con un enorme pozzo verticale di 501 m, sul fianco del quale si trova un’impressionante colata di ghiaccio antico, trasparente e scintillante, la cui genesi non è del tutto chiara.
Proprio così, un paretone di ghiaccio dentro una grotta…chissà se si può scalare? Certo, è l’idea più malsana che mente umana possa concepire; se già arrampicare su ghiaccio è una delle attività più masochistiche dell’alpinismo, farlo all’interno di un abisso distante quattro ore dalla strada più vicina potrebbe, a buon diritto, esser considerato follia pura. Ma il fatto che non sia ancora mai stato tentato da nessuno, invece di scoraggiarci, non fa che motivarci di più!
Il primo passo è accertarsi che i racconti entusiastici degli esploratori, risalenti a vent’anni fa, corrispondano almeno vagamente alla realtà. Quindi bisogna organizzare una squadra per attrezzare il pozzo e stabilire con certezza se questa cosa è concretamente fattibile o no. Questo weekend sembra adatto allo scopo: non vi è troppa neve in quota e varie persone si sono offerte per dare una mano a portar su le corde. Unico problema: domenica è previsto un forte peggioramento meteo, con abbondanti nevicate dalla tarda mattinata.



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