
Questa volta siamo solo in tre: Beccuccio, Davide ed io. Poche persone + tanti sacchi = godimento totale. No? Vabbè dai, due sacchi a testa e passa la paura.

È il momento di andare in esplorazione. Ci dirigiamo verso la zona che avevo trovato l’ultima volta con Elia. Rendiamo comodo – per quanto possibile – il passaggio nelle gallerie e sistemiamo il traversino sul pozzo attivo. Attrezziamo dove serve anche il secondo meandro ed eccoci tutti dove mi ero fermato alla precedente esplorazione. La logica prosecuzione mi sembrava lassù: breve arrampicata ma, ahimè, solo frana. Cerco un po’ in giro, salgo ancora ma niente. Mentre Davide scava in un punto debole della frana, io mi infilo giù per il meandro di prima. Dopo alcune strettoie mi trovo al piano inferiore, sorprendentemente largo. Un ruscello scorre tra i massi del pavimento e io comincio a seguire il meandro-galleria che mi porta in breve sotto il pozzo dove gli altri stanno lavorando. “Speriamo di riuscire a passare la frana da qua sotto!” Penso, vedendo che la galleria si allarga leggermente man mano che avanzo. Vane speranze, purtroppo! In breve vengo fermato dall’ennesimo deposito di macigni che uccide ogni speranza di proseguire.
Con amarezza non resta che rassegnarsi all’evidenza: la grotta non continua da queste parti. Certo qualche finestra più in alto sarà ancora da vedere, ma le speranze ora sono davvero deboli. Siamo già arrivati al capolinea di questo viaggio sotterraneo?
Alberto Dal Maso (Kraft)
30/10/2016
